STEPPS: Supplemento vitale nei trattamenti dei DBP

By by T. M. Ness, MD | Psichiatra in California    [traduzione]       
EFFICACIA. Due studi randomizzati e controllati hanno dimostrato che il programma STEPPS è efficace nel ridurre l'intensità degli aspetti fondamentali del disturbo di personalità borderline (DBP). Il dottor Donald Black e la docente di Scienze Sociali dell’Università di Iowa, Nancee Blum lo hanno annunciato in occasione della riunione annuale della American Psychiatric Association, svoltasi recentemente a San Francisco. Black riassume, "I dati di diversi studi dimostrano che Stepps ha ridotto la gravità globale valutata dai medici dei pazienti con sintomi del disturbo borderline di personalità e sintomi depressivi".

SISTEMI. Stepps è intervento di provata efficacia di origine statunitense. E' un corso psicoeducativo di gruppo che unisce competenze di formazione con tecniche cognitivo-comportamentali che include una formazione minima anche per i membri della famiglia, gli amici e altre persone significative che gravitano intorno al paziente.
Questo è un aspetto unico del programma Stepps perchè i pazienti stessi scelgono e creano un loro gruppo di "rinforzo", composto da amici, familiari e professionisti disposti a far loro applicare le nuove abilità quando in crisi. Queste persone di sostegno sono invitate ad una delle sessioni di formazione di gruppo dove imparano come porre domande semplici alla persona con disturbo borderline, per poterla aiutarla quando è in crisi. Ad esempio potranno chiedere all'utente: "Qual è il tuo livello di intensità emotiva? Quali abilità apprese puoi utilizzare per ridurre il disagio ora? Ti ricordi tra le abilità di coping di Stepps quali puoi scegliere o vuoi provare a mettere in atto in questo momento?" Ai pazienti è periodicamente ricordato nelle sedute di gruppo di ampliare la propria squadra di rinforzo. "Una delle cose più belle di avere una squadra di rinforzo è che tutti parlano un linguaggio comune", ha spiegato Blum.

APPLICAZIONI. Blum e Black hanno già adattato e applicato il programma Stepps alle strutture correzionali in Iowa e in altre parti del Midwest. Blum conduce gruppi anche in carcere, talvolta in teleconferenza dal suo ufficio dell’University of Iowa.  Blum ha dichiarato: "I gruppi di lavoro vanno bene e riesco a vedere nel monitor il volto di tutti. Partiamo sempre facendo mostrare a tutti, bene in vista, i loro grafici d’intensità emotiva in modo che possa vedere come hanno funzionato nel corso della settimana”. "La risposta da parte delle strutture carcerarie e dei responsabili delle libertà vigilate è stata molto positiva”. "L'adeguamento più significativo che abbiamo fatto è stato quello di ridurre la durata del programma a 10 sedute e di aumentarne invece la frequenza. Altrimenti, la gente che lascia il carcere per frequenti spostamenti non potrebbe essere in grado di completare il programma. Abbiamo anche avuto strutture carcerarie che non hanno voluto rilasciare un detenuto fino al completamento del programma Stepps”. I detenuti con problemi di alfabetizzazione sono invitati a frequentare gli incontri facoltativi settimanali di gruppi Stepps dei compiti a casa. Noi incoraggiamo i detenuti che sanno leggere e scrivere di diventare modelli e mentori per i loro pari in questi gruppi ".

DOPO STEPPS. Gli orientamenti futuri prevedono lo sviluppo di un programma meno intensivo dopo il corso chiamato con l’acronimo Stairways e di versioni dedicate per adolescenti, tossicodipendenti e persone con ritardo dell’apprendimento. Black ha riassunto il suo intervento affermando: "Noi riteniamo Stepps un supplemento vitale per i trattamenti in corso dei DBP."

References
1. Blum N, St John D, Pfohl B, et al. Systems Training for Emotional Predictability and Problem Solving (STEPPS) for outpatients with borderline personality disorder: a randomized controlled trial and 1-year follow-up. Am J Psychiatry. 2008;165:468-478.
2. Van Wel B, Kockmann I, Blum N, et al. STEPPS group treatment for borderline personality disorder in The Netherlands. Ann Clin Psychiatry. 2006;18:63-67.